Il 25 luglio scorso, per la prima volta nella storia della Repubblica, il Parlamento Italiano ha discusso una proposta di legalizzazione della cannabis.

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Il Ddl n. 3235 “in materia di legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati”, elaborato dall’intergruppo del deputato di Scelta Civica Benedetto Della Vedova (sottosegretario agli Affari Esteri nonché ex presidente dei Radicali), è tornato poi in Commissione dove verranno esaminati tutti gli emendamenti, al momento 1.700 circa.

Il testo, nella sua forma attuale, prevede una vera e propria rivoluzione, in quanto sarebbe possibile detenere per uso ricreativo fino a 5 grammi di marijuana, che diventano 15 nel privato domicilio; sarebbe inoltre possibile coltivare presso la propria residenza fino a 5 piantine semplicemente inviando una comunicazione all’Ufficio Regionale dei Monopoli competente per territorio e senza, quindi, necessità di un’autorizzazione; da ultimo, si potrebbero fondare associazioni senza fini di lucro (sul modello dei “cannabis social club” spagnoli) composte da non più di 50 persone, tutte maggiorenni e residenti in Italia: per ogni associato potrebbero esser coltivate fino a 5 piante e i prodotti potrebbero esser consumati nei locali associativi.

Sarebbe infine consentita la detenzione di cannabis per uso terapeutico entro i limiti contenuti nella prescrizione medica, anche al di sopra dei limiti previsti per l’uso ricreativo.

La vendita verrebbe regolata dai Monopoli di Stato con una forma ancor più rigida di quella prevista per il tabacco, con il 5% dei proventi totali annui destinati al finanziamento dei progetti del Fondo Nazionale di Intervento per la Lotta alla Droga.

Inoltre, i proventi delle sanzioni amministrative relative alla violazione dei limiti e delle modalità previste per la coltivazione e/o detenzione di cannabis sarebbero interamente destinati ad interventi informativi, educativi, preventivi, curativi e riabilitativi, realizzati dalle istituzioni scolastiche e sanitarie e rivolti a consumatori di droghe e tossicodipendenti.

Il consumo rimarrebbe comunque vietato in tutti i luoghi pubblici, sia al chiuso che all’aperto, e non è prevista alcuna modifica al Codice della Strada, che prevede il divieto di guida in stato di alterazione.

Già oltre 290 firme sono state raccolte tra Camera e Senato, con il sostegno trasversale di Onorevoli del PD, del M5S, di Scelta Civica e anche di qualche componente di Forza Italia.

Contrari invece Lega Nord e Fratelli d’Italia, oltre ad Area Popolare, il gruppo del ministro Alfano, dal quale provengono 1.300 dei 1.700 emendamenti presentati, e che sembrerebbe spingere per trasformare il dibattito parlamentare in una questione prettamente politica, di governo.

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