Recentemente proposta al Senato la modifica dell’art. 148 del Codice della Strada, presentata con il disegno di legge ribattezzato “salvaciclisti”.bikerLa proposta di sanzionare con la multa da 163 a 651 Euro e la sospensione della patente da uno a tre mesi (fino a 6 per i neopatentati) chiunque sorpassi un velocipede ad una distanza laterale inferiore al metro e mezzo ha già fatto molto discutere, ma tant’è.

Secondo il firmatario del progetto, a giustificare il provvedimento vi sarebbe il crescente utilizzo, da parte degli italiani, di un mezzo di trasporto salutare ed ecologico da incentivare.

Stando ai dati riportati nella relazione preliminare al disegno di legge, infatti, dal 2013 nel nostro mercato si venderebbero più biciclette che automobili (1.600.000 contro 1.400.000), con oltre 70.000 ciclisti atleti tesserati FCI e circa 4 milioni di fruitori delle 2 ruote.

E se questi dati ci paiono importanti, pensiamo che mentre in Italia a pedalare si stima sia in media il 6% della popolazione, in Olanda ed in Danimarca questa percentuale sembra salire addirittura a 36% e 23%.

Anche per questo, in molte città europee – e persino nella italiana Livigno – sono già presenti appositi segnali stradali che raccomandano alle auto, in fase di sorpasso, una distanza minima di sicurezza dalle bici pari proprio al metro e mezzo.

Ma se, come l’esperienza di tutti i giorni ci insegna, la necessità di regolarizzare la convivenza tra le due e le quattro ruote è innegabile, resta da capire se la soluzione al problema si trovi davvero nella recente iniziativa.

In realtà, già solo osservando il nostro territorio – amatissimo dai ciclisti ma del tutto carente di piste ciclabili – qualche dubbio può venire, motivato soprattutto dal timore che le limitate dimensioni delle corsie di marcia possano finire per rendere la prescrizione non tanto una limitazione al sorpasso, quanto un suo sostanziale divieto!

Attendendo di capire cosa ne sarà della proposta, possiamo allora sperare non tardi ad arrivare una disciplina globale del fenomeno, che si preoccupi di regolamentare a tutto tondo la condotta di entrambi i protagonisti della vicenda: ciclista ed automobilista.

Nel frattempo non resta che lasciare sia il senso civico di ognuno a guidarci con coscienza in queste strade sempre più trafficate.

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