Inasprite le sanzioni per chi viola le regole imposte per l’emergenza.

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In attesa della pubblicazione del decreto legge appena firmato facciamo il punto sulle nuove sanzioni che sembrano essere state previste per i trasgressori dei divieti da Coronavirus.

Anzitutto il provvedimento firmato ieri dal Consiglio dei Ministri introduce, per chi violi le misure di contrasto all’emergenza, una sanzione amministrativa di importo variabile tra 400 a 3.000 Euro. Essa andrà a sostituire la precedente pena pecuniaria di 206 Euro inflitta ai sensi dell’art. 650 c.p., e sarà applicabile nel solo caso in cui il fatto contestato non costituisca un più grave reato.

In secondo luogo, alle attività produttive o commerciali che non si atterranno alla normativa verrà applicata anche la sanzione accessoria di chiusura per un periodo dai 5 ai 30 giorni.

In entrambi i casi se la violazione verrà ripetuta dallo stesso soggetto la sanzione principale sarà raddoppiata, e l’accessoria applicata nella misura massima.

La terza misura prevista riguarda i soggetti positivi al virus che, obbligati alla quarantena, si allontanino da casa: un allontanamento volontario verrà punito con la reclusione da 1 a 5 anni per avere il colpevole  contribuito al diffondersi dell’epidemia e dunque commesso un delitto contro la salute pubblica ai sensi dell’art. 452 c.p..

Da precisare che fino al 31 luglio, termine finale di efficacia del decreto, Regioni e Comuni potranno modificare (sia aggravandole che attenuandole) le misure emergenziali previste a livello nazionale, sempre purché non adottino soluzioni con esse in contrasto. In questo caso sarà sufficiente che gli enti territoriali diano comunicazione della delibera alla Presidenza del Consiglio entro 24 ore dalla sua adozione.

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